Il Consiglio federale adotta il mandato negoziale con l’UE: « Bruxelles comanda – la Berna federale capitola»

Lauterbrunnen, 8 marzo 2024 – Pro Svizzera prende atto con grande preoccupazione che il Consiglio federale ha adottato oggi, venerdì, il mandato negoziale con l’Unione europea. Pro Svizzera osserva che il mandato si basa sui parametri inaccettabili del cosiddetto «Common understanding» concordato in precedenza con la Commissione europea. In altre parole, il Consiglio federale vuole che la Svizzera si faccia intrappolare dall’UE. L’UE decide, l’UE ordina, l’UE giudica e la Svizzera paga.

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Pro Svizzera: il Consiglio federale deve difendere con decisione gli interessi del Popolo svizzero

Lauterbrunnen, 13 dicembre 2023 – Dopo la sua elezione, il nuovo consigliere federale Beat Jans ha ripetutamente sottolineato che il Popolo svizzero è il Sovrano, per così dire il «capo». Pro Svizzera accoglie con favore questo messaggio inequivocabile e spera che si attenga fortemente a questo principio durante il suo mandato. L’Assemblea federale ha eletto il Governo per la nuova legislatura. Pro Suisse si congratula con gli eletti e nota che il principio della concordanza in seno al Consiglio federale è stato rispettato e che l’attacco della sinistra e dei Verdi è stato respinto. Il Popolo svizzero vuole stabilità, non lotte di potere tra i partiti. Il neoeletto Consiglio federale deve essere intransigente nel suo impegno a preservare l’indipendenza, la sovranità e la neutralità della Svizzera.

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Previsto trattato dell’OMS sulle pandemie: Pro Svizzera si oppone al previsto diktat dell’OMS!

Berna, 5 dicembre 2023 – L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) chiede ai suoi Stati membri di firmare un nuovo trattato sulle pandemie e un nuovo Regolamento sani-tario internazionale. Questi hanno conseguenze di vasta portata sia per la sovranità della Svizzera che per la libertà individuale dei suoi cittadini. Il Consiglio federale mini-mizza la questione e lascia il Parlamento e il Popolo svizzero all’oscuro di tutto.

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La Svizzera accetta una risoluzione unilaterale dell’ONU: Una vergognosa violazione della neutralità da parte del DFAE

Venerdì, all’Assemblea Generale dell’ONU la «Svizzera» ha votato a favore di una risoluzione proposta dagli Stati arabi e da altri esempi di democrazia come Russia, Iran, Venezuela e Cuba, insieme ad altri 119 Stati. Questa risoluzione chiede un «cessate il fuoco umanitario» in Medio Oriente senza nemmeno menzionare, né tanto Leggi tutto

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25 carri armati dell’esercito svizzero vanno in Germania. Le truppe dell’esercito svizzero vengono abbandonate a sé stesse.

Lauterbrunnen, 26 settembre 2023 – L’organizzazione apartitica Pro Svizzera condanna la decisione della maggioranza (25 voti a 15) del Consiglio degli Stati di mettere fuori servizio 25 carri armati dell’esercito svizzero per venderli alla Germania. Con questo «escamotage» – aggiramento della base legale – si sostituiscono i carri armati della Bundeswehr che sono stati consegnati alla parte belligerante Ucraina. In precedenza, il Consiglio nazionale aveva già approvato l’accordo, che viola la neutralità. La Svizzera sta quindi indirettamente fornendo armi pesanti unilateralmente a una delle parti belligeranti. La transazione è unica nella storia della Svizzera e in realtà si rivela essere un’azione di pubbliche relazioni con l’intento di «compiacere Bruxelles e Washington».

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Scandalosa azione contro la neutralità svizzera: La Berna federale va in guerra come tirapiedi della Corte penale internazionale (CPI)!

Lauterbrunnen, 22 settembre 2023 – L’apartitica Pro Svizzera dichiara che in passato la Svizzera – sulla base della sua credibile neutralità e in quanto Stato depositario del diritto internazionale umanitario di guerra – aveva la rivendicazione, il dovere e il nobile compito di garantire che la dignità umana e i diritti di coloro che soffrivano fossero rispettati da tutte (!) le parti belligeranti. L’obiettivo era sempre quello di garantire che tutte le parti in guerra fossero trattate in modo equo. Nel contempo, la Svizzera neutrale era una mediatrice credibile nella diplomazia di pace e forniva i buoni uffici a questo scopo. In quanto paese neutrale, nel XIX secolo fu designata dalle grandi potenze dell’epoca come sede della Croce Rossa Internazionale (CICR) e fino a poco tempo fa era rispettata e presa sul serio. Solo in questo modo il CICR ha potuto svolgere i suoi compiti umanitari tra i diversi fronti.

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