Invito alla conferenza stampa

Quasi ogni giorno la Berna federale presenta nuove proposte volte ad affossare la nostra comprovata neutralità. Pro Svizzera, con i suoi oltre 25 ́000 membri, vuole porre fine a questa cacofonia e follia giuridica per rafforzare la nostra neutralità svizzera integrale, permanente
e armata.

Materiale bellico svizzero all’Ucraina per vie traverse – Obiettivo: distruggere la neutralità della Svizzera

Lauterbrunnen, 3 febbraio 2023 – Pro Svizzera prende una posizione chiara sulla discussione relativa alla fornitura diretta di materiale bellico svizzero e al suo trasferimento da parte di terzi a Stati in guerra. Per il presidente di Pro Svizzera, Stephan Rietiker, è chiaro: «Avvieremo misure legali adeguate contro qualsiasi ammorbidimento della nostra neutralità e, se necessario, lanceremo un referendum al riguardo». Inoltre, per Pro Svizzera è evidente che gli esponenti che chiedono l’allentamento della base giuridica per l’esportazione di materiale bellico non sono affatto interessati all’Ucraina, bensì alla distruzione della credibilità della neutralità svizzera e, di conseguenza, all’integrazione della Svizzera nell’UE e nella NATO. Pro Svizzera chiede al Consiglio federale di porre un freno deciso a questa politica sbagliata.

«Dopo il no al SEE, le cose per la Svizzera sono andate molto meglio di quanto molti temevano»

30 anni in retrospettiva – 6 dicembre 1992. Il Consigliere federale guarda “malinconicamente” la telecamera, SRF “10-vor-10” annota in retrospettiva. Il mondo stava per finire per gli abitanti di Berna e per molti dei principali politici dell’epoca. Il 50,3% degli svizzeri dice NO all’adesione al SEE, non vuole far parte di questa struttura internazionale.

Sound board: UE, ascoltate!

In sei (!) round, è stato “possibile sviluppare una comprensione comune dell’approccio al pacchetto proposto dal Consiglio federale”. Molte parole morbide, che ondeggiano avanti e indietro come onde calde: “Questo approccio aumenta la possibilità di soluzioni. Gli interessi vitali della Svizzera possono essere affrontati meglio. Questo approccio offre quindi buone condizioni per una riconciliazione equilibrata degli interessi”.