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«Sì alla neutralità svizzera»

Discorso di Walter Wobmann, membro del Comitato direttivo di Pro Svizzera, già consigliere nazionale e presidente del Comitato per la salvaguardia della neutralità svizzera per la Festa nazionale di Pro Svizzera sull'area del Tellspiel a Matten presso Interlaken, Venerdì, 31 luglio 2026

Manoscritto (PDF)

Fanno fede sia la parola scritta sia quella orale; l’oratore si riserva di discostarsi sensibilmente dal manoscritto.

La Svizzera non è stata fondata sull’adattamento

Care Svizzere e cari Svizzeri,
cari amici della nostra patria,

domani festeggiamo il compleanno della Svizzera. Non festeggiamo semplicemente una data. Festeggiamo un’idea. L’idea di un Paese libero. Di un Paese che segue la propria strada. Di un Paese che non si lascia dettare da nessuno come vivere e come decidere. Di questo possiamo essere fieri. Perché è esattamente ciò che caratterizza la Svizzera da secoli. La nostra libertà. La nostra democrazia diretta. La nostra indipendenza. E la nostra neutralità svizzera. Questi quattro pilastri sono inseparabili. Se se ne toglie uno, l’intero edificio vacilla e crolla. 

Sono convinto: mai, dalla fine della Guerra fredda, la nostra neutralità è stata così importante come oggi. Ovunque nel mondo nascono nuovi conflitti. Nuovi blocchi di potere lottano con la forza per un nuovo influsso. L’incertezza cresce. E proprio adesso qualcuno sostiene che la neutralità sia superata, che non sia più importante e che la si possa adattare in modo flessibile, come fa più comodo. Io vi chiedo: se non ora, quando ci serve la neutralità? 

La nostra neutralità non ha mai indebolito le la Svizzera. Ha reso forte il nostro Paese. Ha impedito che venissimo trascinati in guerre altrui. Ha creato fiducia. Ha portato stabilità. Ha contribuito a rendere possibile il nostro benessere. E ha procurato alla Svizzera rispetto in tutto il mondo. Non perché siamo grandi. Ma perché siamo credibili. Un piccolo Paese non sopravvive aggrappandosi ai grandi. Un piccolo Paese sopravvive mostrando carattere. Per questo la neutralità svizzera è unica: scelta liberamente, permanente, armata e globale.

Ma proprio questo carattere viene oggi messo in discussione in modo strisciante. I fautori sfegatati dell’UE e della NATO non hanno il coraggio di dire: aboliamo la neutralità. No. Procedono passo dopo passo. Oggi questo adattamento. Domani quel riavvicinamento. Dopodomani, all’improvviso, si dice che la neutralità è ormai solo il guscio d’uovo, con il contenuto risucchiato. Così la Svizzera perde la propria autonomia. A fettine. E d’un tratto ci si accorge: la Svizzera è sì ancora neutrale sulla carta, ma non più nel cuore della sua politica. 

Ci sono questioni più grandi di qualsiasi partito. La neutralità è una di queste. A volte sento dire che sarebbe un tema di sinistra. Altri sostengono che sia di destra. Entrambe le cose sono un’assurdità. La neutralità non è di sinistra. La neutralità non è di destra. La neutralità è Svizzera, e riguarda tutte le fasce della popolazione. 

Essa ha portato al nostro Paese sicurezza, libertà e indipendenza, indipendentemente da quale partito fosse al governo. Per questo non dobbiamo mai accettare che se ne faccia un uso strumentale. Chi combatte la neutralità solo con slogan a buon mercato o non ne ha compreso l’essenza, oppure tenta deliberatamente di trasformare un valore fondamentale del nostro Paese in una disputa di parte, con l’obiettivo di preparare il terreno per consegnare il nostro Paese all’UE e alla NATO. Ma la neutralità non appartiene ad alcun partito. Appartiene a tutti noi. Appartiene alla Svizzera.

Ed è proprio per questo che il 27 settembre voteremo sull’iniziativa sulla neutralità. Il Consiglio federale descrive il progetto come una questione relativa alla futura configurazione della neutralità. Per i fautori si tratta di ancorare la neutralità in modo più vincolante nella Costituzione e di definirne chiaramente l’applicazione.

Sono convinto che questa votazione è ben più di una consueta votazione su un determinato argomento. Decide quale strada seguirà in futuro il nostro Paese. La strada dell’autonomia. Oppure la strada della dipendenza irreversibile.

Chi rinuncia alla neutralità gioca con il fuoco e mette a rischio la sicurezza, la pace e la libertà del nostro Paese. Neutralità o guerra? – Pace o guerra. A noi la scelta!

Nel corso dei secoli i nostri antenati hanno costruito un fondamento che ci garantisce un Paese libero con una democrazia unica al mondo. Ora tocca a noi. Il nostro compito non è reinventare la Svizzera. Il nostro compito è preservare ciò che l’ha resa forte, ciò che la rende forte. Per i nostri figli. Per i nostri nipoti. Per le prossime generazioni.

Ora dobbiamo impegnarci tutti! Parlate con i vostri vicini. Con i vostri amici. Con i vostri colleghi di lavoro. Con la vostra famiglia. Le votazioni non si vincono negli studi televisivi. Si vincono al tavolo di cucina. Al recinto del giardino. In occasione di attività sportive. Sulla piazza del paese. Al tavolo dell’osteria. Al mercato. È proprio lì che si decide il futuro del nostro Paese.

Scrivete lettere ai giornali, distribuite volantini, appendete manifesti e bandiere. C’è molto da fare. Mettiamoci all’opera! Care Svizzere e cari Svizzeri, alla vigilia della nostra Festa nazionale ricordiamo perché è nato questo Paese. Perché alcune persone ebbero il coraggio di seguire la propria strada. Di questo coraggio abbiamo bisogno anche oggi. Impegniamoci a favore della nostra neutralità svizzera. Perché la neutralità non fa parte del nostro passato.La neutralità è il nostro futuro. E perciò vi lancio, con piena convinzione, questo appello: Sì alla neutralità svizzera!Viva la nostra Svizzera! Grazie di cuore.