Fanno fede sia la parola scritta sia quella orale; l’oratore si riserva di discostarsi sensibilmente dal manoscritto.
Care cape e cari capi della Svizzera
Lo siete tutti voi, care concittadine e cari concittadini.
E non i membri del Consiglio federale o del Parlamento, per quanto costoro abbiano sempre più la sfrontatezza di arraffare potere e di passare addirittura sopra alle decisioni popolari.
Non esitano più nemmeno a manipolare il Popolo, prima delle votazioni, con informazioni false.
Pensate alla votazione sullo Spazio economico europeo del 1992, quando la Berna federale minacciò: se Popolo e Cantoni avessero votato no, le imprese svizzere sarebbero emigrate all’estero, si sarebbero persi decine di migliaia di posti di lavoro, il franco svizzero sarebbe crollato e la Svizzera si sarebbe impoverita.
E che cos’è successo dopo il coraggioso no di Popolo e Cantoni? Esattamente il contrario.
Pensate alla votazione sul trattato di Schengen/Dublino. Avrebbe portato meno richiedenti l’asilo, meno criminalità e più sicurezza. Che cosa è successo? Il contrario. Più richiedenti l’asilo, più criminalità e meno sicurezza.
Oppure pensate alle menzogne precedenti la votazione sulla libera circolazione delle persone.
Il timore di un’immigrazione di massa sarebbe stato del tutto infondato: sarebbero arrivate soltanto da 8000 a 10 000 persone. E che cos’è successo? Ne sono arrivate dieci volte tante.
L’arroganza del potere e il disprezzo per la democrazia a Palazzo federale si manifestano in modo esemplare anche nella mancata attuazione, in violazione della Costituzione, dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa approvata da Popolo e Cantoni.
Oppure nell’oblio del compito principale dell’esercito: difendere il Paese e quindi preservare e proteggere dalla guerra le persone che vivono in Svizzera.
Anche la collaudata neutralità permanente e armata è stata pericolosamente svuotata.
Agli occhi della Russia e dell’America, con il recepimento delle sanzioni dell’UE la Svizzera non è più neutrale.
A quel punto tutte le assicurazioni di neutralità del consigliere federale Cassis non sono che una pericolosa illusione.
A Palazzo federale, nella politica e nell’Amministrazione, regna una crescente e distaccata arroganza. Ma nella nostra democrazia diretta questo non è compito loro.
E non pochi, a Palazzo federale, hanno già assunto le maniere dei funzionari dell’UE e si pongono al di sopra del Popolo.
Perciò, care concittadine e cari concittadini, a questi arroganti va ricordato senza sosta:
In Svizzera il capo è il Popolo!
E ai cocchieri di questo carro avviato verso l’UE occorre mettere risolutamente i bastoni tra le ruote.
E chi deve farlo? Il capo!
In Svizzera il Popolo detiene il più alto potere politico. Grazie alla democrazia diretta, le cittadine e i cittadini decidono essi stessi su leggi, riforme e scelte fondamentali.
Questo sistema è unico al mondo. Ma funziona solo se il Popolo prende sul serio il proprio ruolo di «capo».
La nostra libertà e la nostra autodeterminazione non sono un caso, bensì il risultato di decisioni responsabili prese nel corso di molte generazioni.
Ma oggi questi valori fondamentali sono sempre più in pericolo.
La partecipazione al voto diminuisce e sono troppi coloro i quali lasciano il timone a chi ha dimenticato la Svizzera.
La nostra democrazia diretta e la nostra neutralità non sono affatto scontate.
Vanno curate e protette.
Chi non vota viene messo in minoranza: per questo eleggere e votare è un dovere civico.
Non dobbiamo in alcun caso acconsentire a un riavvicinamento alla NATO o addirittura a un trattato di sottomissione all’UE che distrugga nel profondo la nostra democrazia diretta e degradi le attuali cape e gli attuali capi della Svizzera a meri esecutori di ordini dei funzionari dell’UE. Care concittadine e cari concittadini: abbiamo il dovere di batterci affinché la Svizzera resti la Svizzera!