La burocrazia dell’UE a Bruxelles è enorme ma, per conformarsi alle migliaia di direttive, le aziende devono creare una burocrazia interna ancora più grande. In questi giorni, stanno raccogliendo internamente, in 1144 punti, la prima relazione annuale riguardante la direttiva sulla sostenibilità. Qualsiasi inadempienza può essere perseguita. Decine di altre direttive richiedono la stesura di rapporti per evitare azioni legali o per non essere esclusi dal mercato. Oltre alla burocrazia delle autorità, la burocrazia interna delle aziende costa quindi molto di più, due volte tanto: la prima per le centinaia di migliaia di posti di lavoro improduttivi, la seconda per gli ostacoli alla propria produzione, che viene rallentata dalla frenesia normativa dell’UE. L’adozione dinamica della legislazione ridurrebbe la Svizzera a questo livello – perché queste direttive dicono: «… di importanza per lo SEE (Spazio economico europeo)» – quindi per sempre anche per la Svizzera.
Perciò NO al previsto trattato di sottomissione all’UE / NO a Gessler 2.0!
Non vogliamo: OBBEDIRE, SOPPORTARE, PAGARE E TACERE.
Beat Kappeler
Economista, divulgatore, autore, Dr. h.c. dell’Università di Basilea
