Dal 2022 la Svizzera ha adottato gran parte delle sanzioni dell’Unione europea contro la Russia. Il Consiglio federale considera questa politica compatibile con la neutralità. Pro Svizzera ritiene invece che questa evoluzione ne abbia indebolito la credibilità.
Ed è proprio qui che si trova la questione decisiva.
La Svizzera non è una grande potenza. La sua forza sta anche nella possibilità di non appartenere a un blocco contro un altro.
Una Svizzera neutrale può parlare con tutti, offrire i propri buoni uffici e contribuire alla ricerca di soluzioni pacifiche.
Ma, per essere credibile, la neutralità deve essere chiara. Una neutralità che cambia a seconda delle circostanze rischia di non essere più neutralità.
Cosa propone l’iniziativa sulla neutralità?
L’iniziativa chiede di sancire nella Costituzione una neutralità permanente e armata e di stabilire regole più chiare:
-niente partecipazione a conflitti militari tra Stati terzi;
-niente adesione ad alleanze militari, salvo in caso di aggressione contro la Svizzera;
-niente misure coercitive non militari contro Stati belligeranti, con le eccezioni previste per le sanzioni dell’ONU e contro l’elusione delle sanzioni;
-un ruolo attivo della Svizzera nella prevenzione e nella soluzione dei conflitti.
Ciò non significa essere indifferenti al mondo, ma significa poter essere indipendenti nel mondo.
Ora tocca a voi.
Non limitatevi a votare.
Parlatene con una persona che conoscete. Un amico, un collega o un familiare.
Chiedetegli semplicemente:
“Secondo te, la Svizzera dovrebbe rimanere neutrale anche quando le grandi potenze fanno pressione su di noi?”
Ascoltate la risposta e discutetene. Perché la democrazia diretta vive anche di questo: cittadini che parlano, fanno domande e si confrontano.
La scelta è nostra.
Il 27 settembre non scegliamo soltanto una regola, ma scegliamo quale ruolo vogliamo che la Svizzera abbia nel mondo.
Libera, indipendente, credibile e neutrale.
Il 27 settembre: SÌ all’Iniziativa sulla neutralità.
E prima di allora, parlatene con almeno una persona. Perché la neutralità della Svizzera non si difende soltanto alle urne. Si difende anche nelle conversazioni di tutti i giorni.