Il presidente della Confederazione Guy Parmelin si è recato oggi a Bruxelles, su incarico del Consiglio federale, per firmare il nuovo pacchetto di accordi con l’Unione europea. A seguito della collegialità del Consiglio federale, il viaggio avviene per conto dell’intero Esecutivo, ma non del popolo svizzero! Si tratta di accordi di notevole portata per l’ordinamento giuridico svizzero.
Pro Svizzera ricorda, nello specifico, che gli accordi con l’UE interferiscono costantemente con la legislazione, i diritti popolari e l’autonomia istituzionale della Svizzera. Per questo motivo, l’organizzazione ribadisce la sua richiesta di sottoporre il previsto pacchetto di accordi al referendum obbligatorio. Sempre di più, più eminenti professori di diritto giungono alla conclusione, nelle loro perizie, che gli accordi previsti sono rilevanti dal punto di vista costituzionale e hanno un effetto diretto sulla Costituzione federale.
Pro Svizzera si aspetta dal Consiglio federale piena trasparenza sui contenuti dell’accordo e su eventuali intese con Bruxelles. La popolazione ha il diritto di conoscere in dettaglio quali impegni vengono assunti, quali competenze sono toccate e come ciò influisca sui principi fondamentali dell’ordinamento statale svizzero. La pratica della segretezza e dell’oscuramento dei primi sei mesi del 2025 non deve ripetersi.
Se il Parlamento non avrà il coraggio o il rispetto della democrazia diretta necessari per decretare il referendum obbligatorio, Pro Svizzera lancerà senza esitazione il referendum facoltativo. L’organizzazione apartitica ribadisce il proprio impegno a favore di una politica UE basata sull’indipendenza, l’autodeterminazione e la democrazia diretta, valori che per la Svizzera non sono negoziabili.