La giovane generazione ha il diritto di partecipare alle decisioni sulla Svizzera di domani. I nostri antenati hanno costruito una Svizzera di successo – con coraggio, responsabilità individuale e libertà d’azione. Non sono stati frenati da burocrazie e tribunali stranieri. Anche oggi vogliamo mantenere questa libertà: una Svizzera che si governa da sé e plasma autonomamente il proprio futuro.
Il pacchetto di accordi con l’UE minaccia i nostri diritti politici in termini di libertà. Con la cosiddetta ripresa dinamica del diritto, le leggi svizzere vengono adattate automaticamente al diritto UE – senza votazione popolare, e senza la partecipazione dei Cantoni. La doppia maggioranza costituzionale – l’approvazione da parte del Popolo e dei Cantoni – verrebbe di fatto aggirata. La nostra democrazia diretta rischia di ridursi a un diritto di facciata.
La Svizzera perderebbe sovranità in ambiti centrali: concorrenza, commercio, formazione, sanità, polizia, pianificazione del territorio, cultura, imposte, società – oggi ancora democratici, in futuro controllati da Bruxelles. In caso di controversia decide un tribunale arbitrale che deve coinvolgere la Corte di giustizia dell’UE. Questa non giudica solo da un punto di vista giuridico, ma anche sotto il profilo politico – sempre nell’interesse dell’integrazione europea. La Svizzera perderebbe influenza sull’interpretazione del proprio diritto, mentre l’incertezza giuridica crescerebbe.
La prevista «decision shaping» (partecipazione alla legislazione UE) è una foglia di fico: proposte svizzere senza vincolo, senza diritto di veto, senza consultazione. La nostra partecipazione finirebbe prima ancora di cominciare. Il 27 settembre 2025 il consigliere federale Cassis ha dichiarato nella «NZZ» che nell’opuscolo delle spiegazioni di voto verrà indicato come reagirebbe Bruxelles se il sovrano svizzero «votasse in modo sbagliato» – come l’avvertimento sui pacchetti di sigarette: «Fumare è pericoloso, immagini shock di polmoni da fumatore» – «La democrazia è pericolosa – ghigliottina…»
Chi non adotta il diritto UE viene minacciato con sanzioni. Questo è unico nel mondo libero. Non è un dialogo – è una pressione. Con ogni concessione perdiamo un pezzo di autodeterminazione.
L’UE lotta con un’elevata disoccupazione giovanile e tensioni sociali. Nel luglio 2025 erano 2,8 milioni i disoccupati sotto i 25 anni, una percentuale del 14,4%. In Svizzera ammontano al 3,2% (13 861 persone). Secondo lo studio TUI sulla gioventù, il 39% ritiene che l’UE funzioni democraticamente. Il 53% critica il fatto che si occupi troppo di questioni secondarie. In Grecia il 65% dei giovani è insoddisfatto della democrazia. Proteste e polarizzazione lo dimostrano: il centralismo non risolve i problemi, li aggrava.
Noi giovani non vogliamo questo. Vogliamo una Svizzera in cui a decidere sia il Popolo, il Sovrano – e a questo apparteniamo noi giovani! Una Svizzera che si governa da sé – libera, federale e indipendente.
Il nostro futuro, la nostra Svizzera ci appartiene. E non è negoziabile.