- I previsti trattati con l’UE indebolirebbero massicciamente la Svizzera sul piano economico, della libertà, della democrazia e dal punto di vista sociale. La Svizzera non deve firmare questi accordi.
- Già la sola portata dovrebbe essere un motivo di rifiuto. Un trattato vincolante di 900 pagine con 1000 pagine di commenti non è gestibile e non può essere sostenuto. Questo porta all’arbitrio statale. Lo Stato di diritto verrebbe sostituito dal potere dei funzionari UE e dei burocrati svizzeri.
- La Svizzera sarebbe obbligata ad adottare il diritto del mercato interno UE – anche quello ancora sconosciuto. L’UE diventerebbe il legislatore svizzero. Una libera decisione democratica è esclusa. Per questo il nome di «trattato di sottomissione» è appropriato.
- La Corte di giustizia dell’UE (CGUE) è l’istanza decisionale, quindi il tribunale della controparte. Con ciò la Svizzera accetterebbe l’UE non solo come suo legislatore, ma anche la CGUE come suo tribunale.
- I trattati rappresentano un avvicinamento irreversibile all’UE con l’obiettivo di un’adesione della Svizzera all’UE.
- Una neutralità svizzera non sarebbe più possibile, perché le misure coercitive non militari rientrano nel diritto del mercato interno e la Svizzera dovrebbe quindi allinearsi: la storia dimostra che questi trattati rappresentano un pericolo di guerra per la Svizzera!
- Nonostante i trattati non portino alcun vantaggio per la Svizzera, nei prossimi anni il nostro Paese pagherebbe miliardi di franchi, direttamente e indirettamente. L’aumento di imposte, tributi e tasse diventerebbe inevitabile!
- Invece di limitare la libera circolazione delle persone, come hanno deciso Popolo e Cantoni, attraverso questi trattati essa viene ampliata. L’immigrazione eccessiva verrebbe accentuata.
- Un rapporto tranquillo con l’UE non si ottiene rinunciando alla libertà d’azione e ai punti di forza svizzeri: la firma dei trattati UE è irresponsabile.
- I trattati con l’UE modificano l’attuale Costituzione federale e, secondo il Tribunale federale, il diritto UE si colloca addirittura al di sopra della Costituzione: un referendum obbligatorio – ovvero l’approvazione da parte di Popolo e Cantoni – è quindi assolutamente necessario.