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Due sovrane

Bruxelles comanda, la Berna federale capitola e il popolo svizzero dovrebbe tacere e pagare.

È un segnale forte e positivo «che la Svizzera e l’UE siano riuscite a raggiungere un accordo». Queste le parole della Presidente della Confederazione dello scorso anno, Viola Amherd, durante la conferenza stampa con la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

In qualità di presidente della Confederazione, Amherd ha spacciato il trattato di sottomissione all’UE, negoziato dai funzionari federali, come volontà della Svizzera. Questo lo facevano un tempo solo i signori aristocratici con parrucca incipriata, i monarchi o i governatori coloniali. Ciò che i funzionari diplomatici della Confederazione hanno apparentemente negoziato, non è neanche un trattato. Ma l’ex presidente della Confederazione Amherd ha dichiarato che l’accordo raggiunto dai suoi funzionari è la volontà della Svizzera. I burocrati hanno preso completamente il potere nel nostro paese? Hanno già dimenticato che in Svizzera «il popolo e i cantoni» sono le autorità competenti sancite dalla Costituzione? Dopo Amherd, ha parlato anche la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Non ha parlato solo a nome dell’UE, ma presuntuosamente a nome dell’Europa. Ha dimenticato che l’Europa è composta da 47 Stati, ma che l’UE ne conta solo 27. Quello che i negoziatori di Bruxelles – nessuno dei quali è stato eletto democraticamente – hanno contrattato, viene addirittura spacciato come la volontà dell’Europa.

Il Consiglio federale si è già inchinato di fronte al compromesso burocratico. Il Parlamento probabilmente lo seguirà a ruota. Cittadini, svegliatevi! Preparatevi alla votazione, affinché gli Svizzeri possano continuare a decidere autonomamente anche in futuro! Ma attenzione: i burocrati stanno cercando di impedire anche questo. Un referendum obbligatorio «non è necessario» – o addirittura «non è possibile», proclamano. È tempo che nel nuovo anno i cittadini scendano loro stessi in campo, a garanzia dell’ordine nello Stato!

Perciò NO al previsto trattato di sottomissione all’UE / NO a Gessler 2.0! 
Non vogliamo: OBBEDIRE, SOPPORTARE, PAGARE E TACERE.


Dr. Christoph Blocher, già consigliere federale, ex consigliere nazionale, presidente fondatore di Pro Svizzera