Cari amici e sostenitori di Pro Svizzera,
L’esito della votazione sull’iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni» è per noi una delusione. Questa iniziativa aveva il merito di porre al centro del dibattito una questione fondamentale: la crescita incontrollata della popolazione e le sue conseguenze sulla qualità di vita, sul territorio, sulle infrastrutture, sugli alloggi, sui trasporti e sulla coesione del nostro Paese.
Prendiamo atto della decisione popolare con rispetto. Ma una cosa è certa: il problema non è scomparso. La Svizzera continua a crescere a un ritmo che mette sotto pressione cittadini, Comuni e Cantoni. Sempre più persone percepiscono gli effetti di questa evoluzione nella vita quotidiana.
Proprio per questo accogliamo con favore alcuni recenti segnali provenienti dal Parlamento federale, che dimostrano come le preoccupazioni della popolazione non possano più essere ignorate.
Tra le decisioni adottate vi è l’introduzione di controlli più severi sui precedenti penali degli stranieri che richiedono un permesso di soggiorno in Svizzera. Una misura di buon senso che rafforza la sicurezza e tutela chi rispetta le regole.
Il Consiglio degli Stati ha inoltre approvato il principio della partecipazione svizzera a centri di rimpatrio situati in Paesi terzi per le persone la cui domanda d’asilo è stata respinta. Un passo importante per rendere più efficace l’esecuzione delle decisioni e contrastare gli abusi del sistema.
Nella stessa direzione va la richiesta di esercitare maggiore pressione sull’Italia affinché riprenda i casi Dublino che le competono e di valutare nuove soluzioni per l’allontanamento dei richiedenti asilo respinti.
Queste decisioni non risolvono il problema della migrazione incontrollata, ma rappresentano un cambio di rotta che Pro Svizzera sostiene da anni: regole chiare, applicazione coerente delle leggi e difesa degli interessi del nostro Paese.
La bocciatura dell’iniziativa non deve quindi scoraggiare chi crede in una Svizzera libera, sicura e padrona del proprio destino. Al contrario. Essa conferma che il lavoro di informazione e sensibilizzazione deve continuare con ancora maggiore determinazione.
Pro Svizzera continuerà a impegnarsi affinché la Svizzera resti un Paese sovrano, capace di decidere autonomamente chi accogliere, come proteggere i propri confini e come garantire un futuro sostenibile alle prossime generazioni.
La battaglia continua.