Gentili signore e signori,
a nome del comitato di votazione «Salvaguardia della neutralità svizzera» vi do un cordiale benvenuto alla nostra conferenza stampa di oggi.
Con questa conferenza stampa apriamo la campagna principale in vista della votazione popolare del 27 settembre 2026 sull’iniziativa sulla neutralità. Oggi vogliamo mostrarvi perché questa votazione è molto più di una discussione su un singolo articolo costituzionale. Si tratta di una decisione di principio sul posto che la Svizzera deve occupare in un mondo sempre più incerto.
«Chi ha percorso con successo una strada per generazioni non la abbandona con leggerezza. Proprio per questo diciamo Sì alla neutralità svizzera.»
La neutralità svizzera è uno dei pochi principi di Stato che hanno plasmato il nostro Paese da generazioni. Per questo, il 27 settembre, non si tratta di una politica di partito. Si tratta della Svizzera.
In una democrazia diretta, alla fine non decide il Consiglio federale. E nemmeno il Parlamento.
A decidere sono le cittadine e i cittadini. Proprio per questo il 27 settembre è un giorno importante per il nostro Paese.
Sono molto lieto di potervi presentare oggi una squadra di relatori ampiamente rappresentativa.
Il dott. Stephan Rietiker illustrerà perché la neutralità costituisce un fondamento essenziale del nostro benessere.
Il dott. Samuel Sommaruga parlerà dell’importanza della neutralità per la Ginevra internazionale e per i buoni uffici del nostro Paese.
La consigliera nazionale Monika Rüegger spiegherà perché la neutralità significa sicurezza e libertà anche per le generazioni future.
E l’ex consigliere federale Christoph Blocher esporrà perché la neutralità svizzera è da generazioni una massima di Stato affidabile del nostro Paese.
Tutte le relatrici e tutti i relatori resteranno naturalmente a vostra disposizione per le domande.
L’iniziativa sulla neutralità non è un’iniziativa della Berna federale.
È un’iniziativa che nasce dalla popolazione.
I veri promotori di questa iniziativa popolare sono circa 130 000 cittadine e cittadini svizzeri che l’hanno firmata validamente. Senza il loro impegno, oggi non potremmo votare su questa importante questione.
Con la loro firma hanno lanciato un segnale chiaro.
Non volevano semplicemente avviare un dibattito politico.
Vogliono che la neutralità svizzera sia sancita nella Costituzione federale.
Vogliono che la neutralità permanente, armata e integrale non dipenda da una maggioranza politica casuale, ma sia ancorata nella Costituzione federale come principio collaudato della nostra Confederazione.
Dopo aver depositato l’iniziativa, è iniziato il percorso democratico che ogni iniziativa popolare attraversa nel nostro Paese.
Il Consiglio federale e il Parlamento si sono confrontati a fondo con la nostra richiesta.
Le deliberazioni sono durate più a lungo del previsto e in parte sono state controverse.
Questo dimostra soprattutto una cosa:
Non si tratta di una questione secondaria.
Si tratta di una delle più importanti questioni di principio di politica statale e di sicurezza del nostro Paese.
Ora il Parlamento ha concluso i suoi lavori. Il Parlamento non ha voluto alcun controprogetto. Nemmeno una variante breve: la Svizzera è neutrale in modo permanente e armato. Questo
dimostra che la Berna federale vuole liberarsi della neutralità svizzera e punta evidentemente a un legame militare sempre più stretto con la NATO e l’UE.
Ora l’ultima parola spetta a chi, nella nostra democrazia diretta, deve averla:
al Popolo svizzero e ai Cantoni.
Il 27 settembre le cittadine e i cittadini decideranno quale strada il nostro Paese dovrà intraprendere in futuro.
Conduciamo questa campagna in un’epoca in cui il mondo, purtroppo, non è diventato più pacifico.
La guerra in Europa continua.
In Medio Oriente regna la violenza.
Tra le grandi potenze crescono sfiducia e tensioni.
Proprio per questo, per la Svizzera si pone una domanda semplice ma decisiva:
come garantire anche in futuro la libertà, la sicurezza e l’indipendenza del nostro Paese?
La nostra risposta è:
Con una neutralità svizzera credibile.
Forse avete già visto il soggetto della nostra campagna.
È volutamente sobrio.
Al centro ci sono due parole:
«Nessuna guerra.»
Credo che su questo ci sia unità di vedute.
Nessuna persona ragionevole desidera la guerra.
Nessuna madre.
Nessun padre.
Nessuna famiglia.
Nessun essere umano.
La grande risposta in rosso a tutto questo è:
«SÌ alla neutralità svizzera.»
Con ciò riassumiamo la nostra convinzione.
La neutralità svizzera non è fine a sé stessa.
Serve la pace.
Serve la sicurezza.
Serve l’indipendenza del nostro Paese.
La colomba della pace con il ramoscello d’ulivo sottolinea ulteriormente questo messaggio.
Il nostro soggetto non è rivolto contro nessuno.
Non fa campagna né a favore né contro uno Stato particolare.
Fa campagna per un principio che ha plasmato la Svizzera da generazioni e che molte persone associano a pace, sicurezza e autonomia.
Nelle prossime otto settimane condurremo una campagna impegnata, ma leale.
Vogliamo convincere.
Con argomenti.
Con fatti.
Con la nostra storia.
E con la convinzione che la neutralità non sia un reperto del passato.
È una risposta alle sfide del futuro.
Protegge la Svizzera.
Preserva la nostra indipendenza.
E mantiene al nostro Paese quel ruolo particolare che è apprezzato in tutto il mondo:
quello di mediatrice credibile e costruttrice di ponti.
Il 27 settembre la Svizzera non decide soltanto su un articolo costituzionale.
Decide quale posto il nostro Paese debba occupare in un mondo sempre più incerto.
Da secoli la Svizzera segue la propria strada.
Questa strada ha portato al nostro Paese libertà, sicurezza e benessere.
Non c’è alcun motivo ragionevole per abbandonare oggi questa strada di successo.
Per questo noi, insieme ai numerosi sostenitori e sostenitrici e ai diversi comitati, raccomandiamo
alle Svizzere e agli Svizzeri, il 27 settembre, un SÌ convinto alla neutralità svizzera.
Per la pace.
Per la libertà.
Per l’indipendenza.
Vi ringrazio di cuore per il vostro interesse.
Dopo le relazioni resteremo naturalmente a vostra disposizione per le vostre domande.
Grazie di cuore.