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Il Ticino chiede più democrazia sugli accordi con l’UE

Il Gran Consiglio ticinese ha approvato con 47 voti favorevoli l’iniziativa cantonale che ho presentato per introdurre il referendum obbligatorio con doppia maggioranza di popolo e Cantoni per ogni trattato istituzionale o accordo di portata equivalente tra la Svizzera e l’UE.

L’iniziativa chiede di modificare l’articolo 140 della Costituzione Federale. L’obiettivo è semplice: garantire che accordi che possono incidere sulla sovranità nazionale, sull’autonomia legislativa e sull’ordinamento giuridico del nostro Paese siano sottoposti automaticamente al voto del popolo e dei Cantoni.

Negli ultimi anni i negoziati tra la Confederazione e l’UE hanno riguardato temi sensibili come la ripresa dinamica del diritto europeo, meccanismi di sorveglianza e sistemi di risoluzione delle controversie. Non si tratta di dettagli tecnici, ma di questioni che possono avere conseguenze concrete sulle competenze della Svizzera e dei Cantoni.

Non è una posizione contro la cooperazione internazionale. Al contrario, si tratta di garantire che decisioni di questa portata abbiano una legittimazione democratica chiara. In Svizzera la sovranità appartiene ai cittadini e ai Cantoni: è giusto che siano loro ad avere l’ultima parola.

Con questo voto il Ticino manda un segnale politico preciso a Berna. Ora saranno le Camere federali a esaminare la proposta. Ma il principio è chiaro: quando sono in gioco la sovranità e l’equilibrio federale, il popolo deve poter decidere.

Andrea Sanvido
vice capo gruppo Lega dei Ticinesi