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Pro Svizzera riunisce 800 membri – focus sull’iniziativa sulla neutralità

Berna, 18 aprile 2026 – Circa 800 membri e ospiti provenienti da tutte le regioni del Paese hanno partecipato oggi alla 4ª assemblea generale ordinaria di Pro Svizzera tenutasi presso la caserma di Berna. L’elevata partecipazione dimostra quanto i temi della neutralità, della sovranità e della democrazia diretta continuino a stare a cuore alla popolazione. La manifestazione si è aperta in mattinata con il Salmo svizzero; la parte politica è stata inaugurata nel pomeriggio, secondo tradizione, con la Marcia di Pro Svizzera.

Nella parte amministrativa sono stati approvati tutti gli affari statutari, il conto annuale 2025 e il preventivo 2026. Al Comitato direttivo e al Segretariato è stato concesso il discarico.


Principali accenti politici

L’assemblea è stata caratterizzata da quattro relazioni di grande spessore, che hanno illustrato diversi aspetti della neutralità svizzera.

 

  • Dott. Stephan Rietiker: punto della situazione politico
    Il presidente di Pro Svizzera ha messo in guardia da un graduale svuotamento dell’indipendenza dovuto agli intrecci internazionali. La neutralità permanente, armata e integrale resta un pilastro irrinunciabile del principio statale svizzero. Ha invitato i membri a rafforzare ulteriormente Pro Svizzera come voce forte a favore della sovranità, della neutralità e della democrazia diretta.

  • Walter Wobmann: presentazione dell’iniziativa sulla neutralità
    Wobmann ha illustrato gli obiettivi centrali dell’iniziativa. Solo una neutralità coerente e integrale può garantire la credibilità della Svizzera e il suo ruolo di mediatrice. L’adozione di misure coercitive non militari unilaterali (sanzioni) – come nel 2022 nei confronti della Russia – ha danneggiato la credibilità della Svizzera e dimostra la necessità di una chiara regolamentazione a livello costituzionale.

  • Prof. em. dott. Wolf Linder: «Le sanzioni uccidono»
    Linder ha illustrato, sulla base di esempi internazionali e di dati dell’ONU, le conseguenze reali delle misure coercitive non militari. Le sanzioni raggiungono raramente i loro obiettivi politici, ma colpiscono spesso la popolazione civile, prolungano i conflitti e rafforzano i regimi autoritari. Ha menzionato il blocco contro Cuba, durato decenni, le sanzioni dell’Unione europea adottate senza procedure conformi allo Stato di diritto, nonché le stime scientifiche secondo cui le sanzioni possono causare ogni anno centinaia di migliaia di vittime indirette. La sua conclusione: le sanzioni non sono uno strumento di promozione della pace e sono difficilmente conciliabili con la neutralità svizzera.

  • Il dott. Christoph Blocher sottolinea l’importanza storica della neutralità integrale
    L’ex consigliere federale Blocher ha ricordato, nel suo discorso «Neutralità svizzera o guerra in Svizzera», l’importanza storica della neutralità integrale. Ha mostrato, sulla base di numerosi esempi del XIX e XX secolo, come la Svizzera, grazie alla sua neutralità e alla sua capacità di deterrenza militare, sia riuscita a evitare le guerre. Blocher ha messo in guardia che l’abbandono della neutralità svizzera – ossia della neutralità armata, permanente e integrale, come avvenne in modo pericoloso negli anni Trenta con l’adesione alla Società delle Nazioni – rischia di trascinare la Svizzera in pericolosi conflitti internazionali. Per la Svizzera la massima deve essere: intrattenere rapporti amichevoli e aperti con il mondo intero, essere attivi a livello economico globale, ma non lasciarsi sottrarre la gestione del proprio Paese. Agire in modo asovrano.

  • Adrian Amstutz: monito contro derive politiche e perdita di valori centrali svizzeri
    Amstutz ha criticato la forte crescita demografica dal 2000, che a suo avviso ha portato al sovraccarico delle infrastrutture, all’aumento dei costi e alla crescente burocrazia. Ha messo in guardia da un graduale avvicinamento all’Unione europea e alla NATO, dall’indebolimento della neutralità nonché dalla mancata attuazione delle decisioni popolari. Amstutz ha invitato i partiti borghesi a tornare al collaudato ordinamento statale svizzero e a difendere con determinazione l’indipendenza del Paese.

Coesione e clima di rinnovamento

L’assemblea si è conclusa con un appello finale comune. L’elevata partecipazione e l’ampio sostegno all’iniziativa sulla neutralità hanno sottolineato la coesione del movimento e il chiaro impegno a favore di una Svizzera indipendente e neutrale.