Da tre decenni in Svizzera si aggira uno spettro. Lo spettro della rinuncia, della sottomissione e delle élite che abusano del potere in politica, nell’amministrazione, nell’economia e nei media. La Svizzera ha però molto da perdere: la sua democrazia diretta, la sua libertà e la sua collaudata neutralità, che non ci porta solo sicurezza ma anche benessere. E ha molto da guadagnare con un ritorno a ciò che ha sempre funzionato. Con la neutralità e un esercito forte, essa assicura la sua sicurezza. Senza la sottomissione all’Unione europea, essa preserva la sua libertà economica di successo e il suo benessere. E senza l’immigrazione di massa, essa salvaguarda la nostra identità e dei paesaggi non ancora cementificati.
I fatti degli ultimi decenni sono sotto gli occhi di tutti:
- Il benessere cresce per pochi (manager, funzionari di associazioni e sindacati, nonché politici di professione). La stragrande maggioranza dei cittadini comuni si ritrova però praticamente ferma al palo. I modesti aumenti dei redditi vengono più che compensati, anzi divorati, dagli affitti in rapida crescita e dai premi delle casse malati.
- Nonostante un milione di lavoratori aggiuntivi dal 2000, la carenza di manodopera qualificata continua ad aumentare. Perché? Perché dal 2000 la Svizzera è cresciuta di 1,9 milioni di persone, soprattutto a causa della libera circolazione senza freni delle persone dall’Unione europea e dell’abuso tollerato del diritto d’asilo. Questi 1,9 milioni necessitano di più muratori che costruiscano case, più medici e personale di cura che li assistano, più fornitori che li riforniscano, più funzionari amministrativi che li gestiscano, più autisti di autobus che li trasportino e più poliziotti e guardie carcerarie che inseguano e sorveglino più criminali e persone violenti. 1,9 milioni di persone in più in 25 anni richiedono più territorio per più abitazioni e infrastrutture, più corrente elettrica ed energia. E producono più rifiuti. Dal 2000, a causa dell’immigrazione, sulle strade svizzere circolano oltre 1,2 milioni di auto in più. Ciò significa che per queste 1,9 milioni di persone in più serve di tutto. 1,9 milioni di persone corrispondono a 4 volte la popolazione della Città di Zurigo, 14 volte Berna, 25 volte San Gallo. La Svizzera cresce 16 volte più velocemente della Germania!
Cosa significa questa follia? Servono annualmente oltre 40 000 nuove abitazioni, 1600 operatori sanitari, 47 000 auto, 566 milioni di kWh di corrente e 35 chilometri quadrati di superficie abitativa. - Lo stress legato alla densità è percepibile ovunque: treni sovraffollati, strade intasate, carenza di alloggi nonostante un’enorme attività edilizia e degli affitti in aumento.
E qual è la soluzione della maggioranza della Berna federale? Chiudere gli occhi e proseguire ancora più velocemente verso il caos con il contratto di sottomissione all’Unione europea. Con ancora più immigrazione, ancora più regolamentazioni e ancora più miliardi di pagamenti.
Che questo faccia piacere ai manager dell’industria farmaceutica e della grande distribuzione, quando il sistema riversa loro ogni anno circa 100 000 clienti aggiuntivi nei negozi, è comprensibile.
Ma per la Svizzera e per la stragrande maggioranza degli abitanti del Paese, persino per chi è già immigrato e integrato, questa spirale senza fine è una catastrofe. Con questo «sistema piramidale», altrimenti vietato per legge, non si riesce a salvare nemmeno l’AVS. Perché anche la massa degli immigrati invecchierà.
Il degrado in Svizzera, con l’immigrazione di massa e la maggioranza filoeuropea a Berna, ha assunto una dinamica pericolosa. Lo Stato diventa sempre più «vorace» e sfacciato.
La burocrazia e la frenesia regolatoria traboccano, tollerata dalla maggioranza parlamentare federale, da Bruxelles alla Svizzera. E le spese pubbliche salgono e salgono.
Le decisioni popolari vengono disattese – come le iniziative popolari accettate da Popolo e Cantoni sull’immigrazione di massa o sull’espulsione degli stranieri criminali –, proprio alla maniera arrogante dei funzionari di Bruxelles. La maggioranza dei trasgressori costituzionali a Berna è anche intenta a demolire la nostra neutralità collaudata e permanente, armata e integrale, facendo scivolare gradualmente la Svizzera verso l’Unione europea e la NATO.
Che il Partito socialista e i Verdi si schierino da questa parte è comprensibile. Vogliono portare la Svizzera nell’Unione europea. I loro quadri guardano con ammirazione all’onnipotenza dell’arrogante apparato burocratico della centrale UE a Bruxelles. Amano viaggiare negli Stati dell’Unione europea e farsi immortalare in foto di gruppo con i potenti sulle scalinate. Sì, nel loro percorso di vita attraverso i Giovani socialisti, la direzione del PS e un comodo periodo parlamentare, fremono per un posticino a vita ben pagato nell’Unione europea in crisi, dove possono organizzare il loro sogno socialista di tutela e sorveglianza totale dei cittadini dall’anonimato dell’Unione europea.
Che a questi comportamenti si associano anche il Partito del Centro e persino il PLR, sostenuti dalla maggior parte dei media, è invece incomprensibile.
Ecco perché lancio un appello al Centro e al PLR: superate finalmente l’umiliazione subita dall’UDC, la quale vi ha superato nelle preferenze elettorali da quando avete condotto la campagna del terrore per la votazione sul SEE del 1992. Smettete di ingannare nuovamente il Popolo con trucchi come l’aggiramento del voto dei Cantoni, con termini fuorvianti come «Bilaterali III», «accordo di stabilizzazione» e «nessuna perdita democratica», nonché con gli stessi scenari catastrofistici del SEE.
Battetevi finalmente di nuovo per la Svizzera e non semplicemente contro l’UDC per invidia. Così staranno meglio sia la Svizzera sia i vostri partiti.
Battetevi finalmente di nuovo per il mantenimento della nostra democrazia diretta e vivetela coerentemente fino all’attuazione delle decisioni popolari e dei mandati costituzionali. Tornate alla neutralità collaudata e permanente, armata e integrale. A questo sistema vincente, al quale dobbiamo benessere e pace. Perché si vuole sacrificare questo sistema vincente, che era stato sostenuto sia dai partiti borghesi che dall’ex partito dei lavoratori del PS, al modello anti-Svizzera dell’Unione europea?
È chiaro che noi Svizzeri non siamo persone migliori degli altri, ma abbiamo il sistema migliore. Gli immigrati stranieri, persino i richiedenti asilo, non sono da biasimare. Sfruttano semplicemente le generose possibilità attuate dalla maggioranza parlamentare. Il motivo del degrado non si trova quindi all’estero, bensì nella Berna federale. Sono i progressisti e gli ingenui, che stanno nuovamente cercando di minare le fondamenta del nostro Paese con la sottomissione all’Unione europea e l’erosione della neutralità.
Questo significa per noi di Pro Svizzera: la resistenza democratica è un dovere. Anche accettando le avversità!
Affinché la Svizzera rimanga la Svizzera.