Tuttavia, anche questo controprogetto, peraltro ridotto all’essenziale, è stato respinto per un soffio nella conferenza di conciliazione. Esso avrebbe integrato la Costituzione federale con la chiara frase: «La Svizzera è neutrale. La sua neutralità è permanente e armata».
È così evidente dove sta portando l’agenda politica: il PLR segue la linea del ministro degli Esteri Cassis, allineato all’UE, e del ministro della Difesa Pfister, orientato alla NATO, con l’obiettivo di minare gradualmente la neutralità svizzera e, in ultima analisi, spianare la strada all’adesione alla NATO. La dirigenza del PS – senza alcuna sintonia con la propria base – ha già detto addio alla neutralità svizzera e, secondo il programma del partito, intende arrivare all’abolizione dell’esercito svizzero. Alcuni esponenti del Centro si sono schierati a favore della neutralità, ma non sono riusciti a imporsi.
Ora spetta al popolo e ai cantoni decidere l’orientamento più importante della politica estera per i prossimi anni. Pro Svizzera, insieme al comitato promotore dell’iniziativa e ad altre organizzazioni partner, condurrà la campagna di voto con tutta la forza e la convinzione necessarie, affinché si ponga fine alle derive di Berna e la popolazione svizzera non venga trascinata in guerra.