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Il Big Bang dela Democrazia – 150 anni di Costituzione federale 1874

Discorso alla cerimonia pubblica del 1° giugno 2024, ore 11.30, nel Municipio di Winterthur
  1. Riguardo all’apertura musicale

La buona musica classica, suonata dal famoso Musikkollegium Winterthur, ha aperto l’evento qui a Winterthur. Questo mi fa venire la nostalgia di casa! Quando frequentavo la scuola d’agricoltura del Weinland a Winterthur-Wülflingen nell’inverno 1959–1960, noi giovani agricoltori, che venivamo qui in treno, godevamo di una particolarità di Winterthur: «concerti gratuiti a Winterthur». Concerti gratuiti perché l’ingresso era libero. All’epoca non avremmo potuto permetterci un biglietto a pagamento. Ma ho un ricordo indelebile di quei concerti gratuiti, che mi hanno fatto capire che Winterthur è una città d’arte e di musica.

Questa grande introduzione musicale ci ha appena fatto tornare indietro nel tempo, a una data che vogliamo celebrare oggi.

Abbiamo potuto ascoltare l’«Idillio di Sigfrido», un’opera del compositore Richard Wagner. Fu eseguita per la prima volta su questa scalinata della casa di campagna Tribschen, vicino a Lucerna, nel1870, in occasione del compleanno di Cosima, la moglie di Wagner.

Uno dei 15 musicisti presenti alla prima dell’«Idillio di Sigfrido» di Richard Wagner era Georg Wilhelm Rauchenecker. Nel 1873, Rauchenecker divenne direttore del tradizionale Musikkollegium Winterthur, proprio quello che oggi ci accompagna musicalmente. L’orchestra è diretta da Paul-Boris Kertsmann. Grazie di cuore per una performance musicale degna dell’occasione!

  1. 1870 e Winterthur

I 150 anni della Costituzione federale del 1874, che celebriamo oggi, sono di importanza fondamentale per Winterthur, il Canton Zurigo e l’intera Svizzera. Per questo è bello che il sindaco di Winterthur, Michael Künzle, e la presidente del Consiglio di Stato di Zurigo, Natalie Rickli, ci onorino con un messaggio di saluto. Tuttavia, questo avverrà solo alla fine, poiché entrambi sono impegnati fino a mezzogiorno nelle celebrazioni di «Kyburg – 600 anni di Zurigo».

Il XIX secolo fu un periodo turbolento in Europa, in Svizzera e nel Canton Zurigo. Non fu solo il musicista Richard Wagner a dover lasciare la Sassonia, la sua patria, ma anche un altro rifugiato politico di Dresda: il suo amico Gottfried Semper, un brillante architetto. Oltre al famosissimo Teatro dell’Opera di Dresda, la sua architettura ci ha lasciato in eredità anche il Politecnico di Zurigo e l’edificio in cui ci troviamo attualmente: il Municipio di Winterthur.

  1. Stato federale del 1848

Sì, il XIX secolo è stato turbolento: mentre nel 1848 i principi, i re e gli imperatori delle monarchie vicine erano riusciti ad avere la meglio sui movimenti borghesi per la libertà, la storia della Svizzera ha avuto un corso opposto. Da noi prevalsero i liberali, creando il moderno Stato federale nel 1848. Da questo partito nacquero in seguito il Partito liberale-democratico, poi il Partito democratico e quindi l’Unione democratica di centro, che oggi è il maggior partito del Paese.

Dobbiamo molto ai padri fondatori dello Stato federale svizzero, poiché la loro forma di governo ha reso la Svizzera uno dei Paesi più prosperi, più liberi e più pacifici del mondo. Il 175° anniversario della nostra Costituzione federale è stato giustamente celebrato lo scorso anno e ampiamente onorato dal Consiglio federale e dal Parlamento.

  1. Costituzione del 1874

Tuttavia, ancora più significativa, importante e duratura per il futuro successo della Svizzera fu la totale revisione della Costituzione federale del 29 maggio 1874, che ha celebrato il suo 150° anniversario esattamente tre giorni fa. È stata la Costituzione federale del 1874 a portarci la democrazia diretta con il diritto di referendum – e quindi la piena sovranità popolare. Da 150 anni, il Popolo non solo ha potuto eleggere i propri rappresentanti al Consiglio nazionale e al Consiglio degli Stati, ma anche decidere su questioni sostanziali. Gli elettori sono diventati i legislatori supremi. Il 29 maggio 1874 fu una sorta di big bang della democrazia.

Ma a Berna nessuno vuole festeggiare questo importante e felice evento. Perché nessuno è entusiasta del fatto che il Popolo abbia l’ultima parola su tutte le leggi? Perché si festeggiano i 175 anni quando il 150° anniversario sarebbe stato un anniversario più rotondo? Lascio a voi la risposta!

La mia opinione al riguardo è chiara: i membri del Parlamento federale preferirebbero abolire la democrazia diretta piuttosto che onorare la sua l’introduzione.

  1. Luogo di nascita della Costituzione del 1874

Ma dove e quando è nata questa costituzione democratica? Chi ha scoperto la democrazia diretta? Dov’è nato il movimento democratico?

Signore e signori, è presto detto: a Winterthur! Winterthur può essere orgogliosa, perché 150 anni fa questa città e i suoi dintorni hanno dato il via a nuove costituzioni democratiche, prima per il Canton Zurigo, poi per l’intera Svizzera e infine persino per gli Stati Uniti d’America.

VI. Le controversie

Tutto questo non è avvenuto senza strascichi, polemiche e persino calunnie nei confronti di personalità che non lo meritavano. Lo zurighese Alfred Escher, leader politico indiscusso della maggioranza liberale dal 1848, uomo visionario dell’economia e a cui il nostro Paese deve un’enorme spinta verso la modernizzazione, è stato messo da parte senza ritegno. Gli è stato rinfacciato di avere troppo potere: per taluni Escher era arrogante ed egoista, governava sulle teste dei cittadini meno abbienti, sui commercianti, sui contadini e sugli operai.

Chiunque pensi che le battaglie politiche di oggi siano combattute in modo duro dovrebbe leggere i giornali dell’epoca. Non si trattava di civili seminari universitari di diritto tra avvocati e professori. Nella mischia si gettavano appassionati uomini del Popolo, che insultavano pubblicamente i loro avversari definendoli «mascalzoni», «buoni a nulla» e persino «schifosi». Non c’era oltraggio di cui non ci si accusassero a vicenda, e le accuse di corruzione, di misfatti pubblici e privati, compresi presunti figli illegittimi, abbondavano. Non c’è da stupirsi che i giudici fossero pieni di cause per diffamazione e calunnia.

  1. Costituzione cantonale di Zurigo del 1869

Ma lasciamoci alle spalle questo periodo oscuro il più rapidamente possibile, perché dall’altra estremità ci attende la realizzazione di una democrazia pura. Prima nel Cantone di Zurigo, poi in tutta la Svizzera, le masse di persone insoddisfatte si riunirono in assemblee popolari, qui nella foto nel dicembre 1867 anche a Uster. Il tempo era terribilmente freddo, umido e ventoso, e nevicava. La gente chiedeva che il vecchio motto liberale «Tutto per il popolo» fosse sostituito dal motto democratico «Tutto dal popolo».

A causa del maltempo, un vecchio liberale scrisse con tono sbeffeggiante all’amico Alfred Escher a proposito dell’assemblea popolare democratica: «Il cielo è pieno di simpatia, nevica e piove come non mai!»

Ciononostante, nel 1869 fu introdotta nel Canton Zurigo una nuova costituzione democratica, con maggiori diritti popolari, il diritto di iniziativa, l’elezione popolare delle autorità e la fondazione di una banca cantonale.

Il precursore della nuova costituzione democratica era il «Landbote» di Winterthur, mentre il suo principale avversario era la liberale «Neue Zürcher Zeitung», vicina a Escher ederisa come un elefante dal giornale filodemocratico «Züriheiri».

Le due Città di Zurigo e Winterthur non si diedero tregua e combatterono anche una battaglia per le linee ferroviarie, anche se con conseguenze disastrose per Winterthur. La città dovette pagare i debiti per molti decenni dopo il crollo della sua ferrovia nazionale.

VIII. I timori degli oppositori non si avverano

    Alla fine degli anni Sessanta del XIX secolo, la maggior parte dei Cantoni rinnovò le proprie costituzioni in uno spirito democratico. Ciò riguardava non da ultimo gli eccessi della burocrazia – come possiamo vedere qui – e dell’amministrazione statale, che già all’epoca era percepita come eccessiva. L’estensione dei diritti popolari si dimostrò subito un successo e i timori della classe politica secondo cui il presunto «volgo» avrebbe potuto prendere decisioni sbagliate rimasero infondati. Anche Gottfried Keller, inizialmente scettico, dovette ammettere che il Popolo esercitava i diritti appena acquisiti in modo molto più saggio, degno e lungimirante di quanto avesse temuto.

    È accertato che fu proprio la Costituzione democratica di Zurigo che all’epoca trovò terreno fertile anche negli Stati Uniti.

    Dei 50 Stati degli Stati Uniti, ce ne sono appena una dozzina che non riconoscono i diritti di partecipazione democratica diretta dei loro cittadini. Anche gli Americani vollero rompere la supremazia delle loro autorità attraverso il diritto di codeterminazione del Popolo.

    Così come la Svizzera adottò il sistema bicamerale americano nel 1848, gli Americani importarono parti della democrazia diretta dalla Svizzera nel 1874. (Chissà se Joe Biden e Donald Trump lo sanno. Almeno l’attuale ambasciatore americano in Svizzera, che ritiene di dover trattare la Svizzera come uno scolaretto arretrato in ogni occasione, dovrebbe forse prenderne nota).

    IX. Influenza della Landsgemeinde

      Questa espansione della democrazia diretta era fondata, poiché si basava su antiche tradizioni svizzere. Nelle Landsgemeinden dei secoli precedenti, non solo venivano eletti i governanti, ma si tenevano anche votazioni sostanziali. Questo carattere storico della Svizzera, unico nel suo genere, caratterizzò le discussioni costituzionali ancora nel 1870.

      Jean-Jacques Rousseau si era già meravigliato degli Appenzellesi 250 anni fa: «Quando si vede come, tra i popoli più felici del mondo, gruppi di contadini conducono i loro affari di Stato sotto una quercia e si comportano sempre con saggezza, come si potrebbe essere privi di disprezzo per la raffinatezza di altre Nazioni che si rendono famose e miserabili con tanti artifici e segretezza?»

      X. Naufragio della Costituzione centralizzata nel 1872

        Allorché nel 1871 la Svizzera era circondata dall’Impero tedesco unito a nord e dal Regno d’Italia a sud, l’Assemblea federale tentò per la prima volta di rivedere totalmente la Costituzione con una Costituzione centralizzata. Le carenze dell’esercito dovevano essere contrastate con un’ampia centralizzazione delle forze armate, così come le carenze del sistema giuridico. Come ciliegina sulla torta furono aggiunti elementi democratici, ovvero l’introduzione dell’iniziativa legislativa e la possibilità per il popolo di indire un referendum (referendum facoltativo).

        Tuttavia, si formò immediatamente una resistenza, soprattutto nella Svizzera francese federalista, che descrisse questa centralizzazione come un salto nel vuoto.

        Anche la Svizzera centrale, cattolico-conservatrice, la rifiutò, perché i partiti sconfitti nella guerra del Sonderbund del 1847 erano ancora contrari allo Stato federale e il divieto dei gesuiti discriminava davvero la loro libertà religiosa.

        In occasione della votazione popolare del 12 maggio 1872, questo primo tentativo di revisione totale non ottenne la maggioranza popolare e anche i Cantoni vi si opposero 13 contro 9. In rosso sono indicati i Cantoni che l’avevano respinta, soprattutto nella Svizzera francese e nella Svizzera centrale, ma anche in Ticino e nei Grigioni.

        XI. Rilancio degli sconfitti

          Tuttavia, questa sconfitta non fece altro che alimentare i sostenitori della revisione totale. Uno dei fautori più importanti fu il consigliere nazionale di Winterthur Salomon Bleuler, in origine pastore ed editore del «Landbote» e per un breve periodo anche sindaco di Winterthur.

          Fu una delle figure chiave della neonata «Associazione popolare»,che promosse un diverso progetto di Costituzione federale.

          XII. Lotta culturale in soccorso

            A questo si verificarono eventi che nessuno aveva previsto. Nel 1873 scoppiò con forza la cosiddetta «lotta culturale».

            Questa era alimentata dal dogma dell’infallibilità del papa. L’infallibilità imposta da Pio IX ebbe grandi ripercussioni e non piacque alla Svizzera. Anche molti cattolici la rifiutarono.

            Lo scontro tra lo Stato liberale e il papato cattolico romano fu feroce.

            La Chiesa cristiano-cattolica si spaccò, il vescovo di Basilea fu deposto, il parroco cattolico di Ginevra e il nunzio papale furono espulsi.

            Qui vediamo una caricatura nel «Nebelspalter» in cui viene ritratto un prete cattolico del villaggio che determina la politica compilando tutte le schede elettorali.

            In questo clima esplosivo, nella revisione totale della Costituzione federale del 1874 furono inseriti nuovi articoli di eccezione in ambito confessionale con l’argomento della «protezione della pace religiosa»:il divieto dei gesuiti fu esteso, la fondazione e il restauro di monasteri fu proibito, gli ecclesiastici non poterono essere eletti al Parlamento federale e la fondazione di nuove diocesi fu subordinata all’autorizzazione dello Stato. Per inciso, tutti questi articoli furono successivamente abrogati.

            La votazione del 19 aprile 1874 fu infine vinta con 340 199 voti favorevoli 198 013 contrari e 14 Cantoni e mezzo contro 7 Cantoni e mezzo. La Svizzera francofona riformata, l’Appenzello Esterno e i Grigioni passarono ora al campo del Sì, non da ultimo grazie agli articoli della lotta culturale. «Il nous faut les Welsches» era stato il motto dei sostenitori. E quindi ci riuscirono. Molti probabilmente non si rendevano conto che questa Costituzione era un grande successo per il mondo libero. Né si rendevano conto che si sarebbe espansa nel mondo e che sarebbe diventata un modello per molti Stati americani. Ma era per il bene del mondo libero!

            Ma quali furono le innovazioni più importanti della nuova Costituzione?

            XIII. La nuova Costituzione

              Vediamo innanzitutto ciò che rimase invariato e che fortunatamente nel 1874 non fu toccato: si tratta della solenne introduzione alla Costituzione, il cosiddetto «Preambolo». Esso recitava ancora: «Nel nome di Dio onnipotente». Il Trattato federale del 1815 e la Costituzione federale del 1848 rimandavano già a tempi precedenti, alla fondazione della Confederazione Svizzera all’inizio di agosto del 1291, al Patto federale dei padri fondatori della Svizzera, che avevano anch’essi messo se stessi e la loro Confederazione sotto la protezione di Dio.

              La novità, tuttavia, fu l’introduzione del referendum facoltativo. Al Popolo e ai Cantoni fu data la possibilità di imporre una votazione contro le leggi che non approvavano. Erano necessarie 30 000 firme o 8 Cantoni. Questo articolo costituzionale segnò l’inizio della democrazia svizzera moderna – un’enorme espansione dei diritti popolari.

              In ambito militare, la Confederazione si fece carico dell’intero addestramento, dell’equipaggiamento e dell’armamento dei soldati, ma l’amministrazione rimase in gran parte cantonale. Vanno menzionate molte innovazioni, come la definitiva equiparazione degli ebrei.

              XIV. Diritto all’istruzione scolastica

                Va menzionato anche il sistema scolastico. I Cantoni erano ora obbligati a fornire una sufficiente istruzione primaria obbligatoria e gratuita. Tutti i bambini di tutte le confessioni dovevano poterla frequentare senza pregiudizio per la loro libertà di fede e di coscienza. Il sistema scolastico subì un cambiamento fondamentale. Lo si può vedere in due immagini di Albert Anker.

                Ecco il dipinto «L’esame scolastico» del 1862, molto in stile vecchia scuola, l’insegnante con il bastone, il severo comitato scolastico con occhio critico.

                Ecco il dipinto «La passeggiata scolastica» degli anni Settanta del XIX secolo con un’insegnante amorevole, ogni bambino è una persona indipendente.

                XV. Vantaggi per i Cantoni del Sonderbund

                  La minoranza cattolico-conservatrice sconfitta si rese subito conto che poteva usare il diritto di referendum a proprio vantaggio come strumento di opposizione.

                  Nel 1891 fu aggiunta la possibilità di un’iniziativa popolare come altro importante diritto popolare. Da allora, 50 000 elettori potevano presentare una modifica di legge o costituzionale, che doveva essere sottoposta a votazione.

                  Nel 1891 fu eletto anche il primo consigliere federale cattolico-conservatore.

                  Inoltre, la Svizzera celebrò il suo 600° anniversario nei Cantoni fondatori della Svizzera, dove tutto iniziò. Il monumento a Guglielmo Tell e a suo figlio Walter ad Altdorf è stato realizzato anche come segno di questa riconciliazione nazionale.

                  XVI. Costituzione permanente

                    Nei decenni successivi, la Costituzione federale del 1874 fu ripetutamente contestata e attaccata, soprattutto dalle tendenze nazionalsocialiste e fasciste negli anni Trenta. Ma alla fine senza successo. Questo perché c’era grande soddisfazione per i diritti acquisiti dal Popolo. Nel XX secolo, la Svizzera è riuscita a uscire indenne da due terribili guerre mondiali.

                    XVII. Mancata cancellazione della Costituzione federale del 1874 da parte del SEE

                      Nel 1992, il Consiglio federale e il Parlamento, il mondo economico, quasi tutti i media e le persone di cultura volevano che la Svizzera aderisse allo Spazio economico europeo (SEE). La Svizzera avrebbe così adottato l’Unione europea come legislatore al posto del Popolo e dei Cantoni. All’epoca, tuttavia, il Sovrano ebbe la forza di resistere al potere concentrato dei sostenitori e di dire no. La Costituzione federale del 1874 resistette!

                      XVIII. Secondo tentativo nel 2021 – accordo quadro fallito

                        Lo stesso è avvenuto il 26 maggio 2021, allorché il Consiglio federale ebbe la forza di inviare a Bruxelles il presidente della Confederazione Guy Parmelin. In quell’occasione, il viticoltore vodese dichiarò che la Svizzera non era disposta a firmare l’accordo quadro con l’UE. La Costituzione federale del 1874 prevalse. Sebbene sia stata modernizzata e aggiornata nel 1999, è stata fondamentalmente preservata.

                        XIX. Futuro incerto del diritto popolare

                          Il Popolo svizzero avrà ancora la forza di difendere in futuro i propri diritti democratici e di rimanere il legislatore supremo? Lo speriamo, perché sarebbe l’eredità della Costituzione del 1874 e di 150 anni di democrazia diretta. Una cosa è certa: questi diritti popolari e queste libertà non devono in nessun caso essere minacciati da Paesi stranieri. Solo noi Svizzeri possiamo rinunciarvi.

                          XX. La perseveranza paga

                            Ma se resteremo fermi e difenderemo i nostri diritti civili, continueranno a valere le grandi parole dello storico della cultura di Basilea Jacob Burckhardt: «Il piccolo Stato esiste affinché ci sia un luogo nel mondo in cui la maggior parte possibile dei cittadini lo possano essere a tutti gli effetti».

                            Per questo è fondamentale mantenere una Svizzera sovrana con una democrazia diretta.

                            Facciamo in modo che ciò rimanga così!